Gemelli o Tre di Quadri?

Oggi vi parlo del Tre di Quadri nell’Oracolo Astro-mitologico o si tratta della carta dei Gemelli? Come scoprirete entrambe le cose, nel Grand Jeu Lenormand I Gemelli sono anche il Tre di Quadri.

I Gemelli

gemelli o tre di quadri Anche se i Gemelli sono il terzo segno della primavera per me evocano, e sempre evocheranno, l’inizio dell’estate e la felicità di potersi finalmente liberare degli abiti e crogiolarsi al sole come fanno le lucertole, i gatti e le cicale. Suscitano in me il ricordo delle vacanze estive ormai alle porte, le giornate lunghe e la luce limpida e calda ma non ancora afosa. Sento la musica delle prime feste all’aperto e il vento nei miei capelli che incoronano il corpo ancora adolescente.
Associati nel Grand Jeu Lenormand al Tre di Quadri e nella figura centrale della carta troviamo Castore e Polluce i due gemelli divini che si trovano in cielo più per il grande amor fraterno che per la pietà divina come potrete scoprire leggendo la loro storia.

I Gemelli nel Grand Jeu Lenormand

Come spiego nel mio libro, uno dei significati divinatori del Tre di Quadri nell’Oracolo Astro-Mitologico GJL indica il segno zodiacale dei Gemelli. Può riferirsi, cioè a qualcuno del segno zodiacale dei Gemelli, oppure a due gemelli oppure al periodo in cui il sole attraversa questa costellazione o, persino a una o più caratteristiche di questo segno.
Il modo in cui, i diversi significati della carta si concretizzano, dipende sempre dalla situazione concreta perciò è impossibile in un libro e meno che mai in un solo articolo, comprendere tutti i casi e dunque i significati possibili ma è possibile riportare le informazioni di base che possono rendere più chiaro e ricco l’oracolo. Cominciamo con la scheda del segno zodiacale.

Scheda del Segno

Terzo Segno dello zodiaco. Segno bicorporeo (o mutevole). Il sole vi transita tra il 21 Maggio e il 21 Giugno, periodo corrispondente al terzo mese della Primavera.
Natura elementare: Aria (Caldo-Umido).
Spiriti elementali: Silfidi.
Pianeta: Mercurio
Pietre: Agata, crisocolla, crisoprasio, zaffiro, topazio, berillo.
Metallo: Argento Vivo (mercurio).
Colore: Grigio.
Profumo: Mastice.
Corpo Umano: Le spalle, le braccia, le dita, le articolazioni, i nervi, la parola, la bocca, le arterie, la voce.
Temperamento del segno: Generoso, puro, sensibile, abile nei giochi, amante della filosofia e astronomia, liberale, violento, di buona memoria.
Tratti somatici: Statura media, bella presenza, figura eretta, bel viso, vista acuta, spalle ampie, gambe lunghe.

Castore e Polluce

Castore e Polluce nel ciclo troiano
Immagine da Sketches and Studies in Italy fonte British Library. CC

Sebbene nelle raffigurazioni astronomiche Castore e Polluce siano raffigurati come due bambini paffuti, in realtà, sebbene giovani, giungono nel firmamento già adulti, eroi al fianco di Giasone nella ricerca del Vello d’oro e valorosi combattenti nella Guerra di Troia, ma procediamo con ordine.

Solo uno è un semidio

Castore e Polluce sono conosciuti come i Dioscuri, cioè i figli di Zeus ma, secondo molte fonti, solo uno dei due, Polluce, è figlio del Padre degli Dei, l’altro, Castore, è figlio di Tindaro, marito di Leda, donna bellissima e sedotta da Zeus nelle sembianze di Cigno, ma procediamo con ordine.

Leda è una donna bellissima, moglie del re Tindaro. Un giorno, Zeus se ne invaghisce e, prese le sembianze di un cigno la seduce. Così fecondata Leda partorirà due coppie di uova dalle quali nasceranno Castore e Polluce ed Elena e Clitemnestra. secondo alcune versioni del mito, tuttavia, Zeus sarebbe padre solo di Polluce mentre Tindaro sarebbe il padre degli altri tre figli che, in ogni caso, beneficiano di una nascita straordinaria dando loro eccezionali quanto tragiche qualità (Elena, la donna più bella del mondo sarà il pretesto della Guerra di Troia).

Nati da un uovo

Gli antichi, a quanto pare, andavano meno per il sottile per quel che riguarda le questioni di paternità, specialmente quando il padre biologico era molto potente, addirittura un Dio e così, Tindaro e Leda crebbero i quattro figli amandoli allo stesso modo, senza provare preferenze o rancori. Così, Elena e Clitemnestra divennero due bellissime fanciulle e Castore e Polluce divennero presto dei giovani forti, nobili e gagliardi.

Per una donna trovare il suo posto nel mondo era facile dato che ne avevano solo uno, quello di moglie che portava, invariabilmente anche al ruolo di madre. Tindaro scelse per loro due coraggiosi condottieri, pensando, ingenuamente che la migliore alleanza per lui fosse anche il miglior matrimonio per loro. Gli sposi erano Agamennone e Menelao, i principi spartani e sappiamo che non finì bene.

Per i ragazzi la questione era più complicata. Era necessario che i giovani guadagnassero il loro posto nel mondo, che facessero conoscere il loro coraggio, la loro abilità, che lasciassero un impronta di sé compiendo eroiche gesta. Alimentando la loro passione, accrescendo la forza e la propria influenza sugli altri uomini.

Pugilato e cavalli

In questo Tindaro non si risparmiò mica. Ai due gemelli venne fornito ogni tipo di istruttore sia nelle arti della mente sia in quelle del corpo affinché potessero trovare e coltivare i propri talenti.

Entrambi i ragazzi si applicarono con entusiasmo tanto che, in astrologia, le due stelle dei Gemelli sono protettrici dei poeti e degli artisti ma sarà nelle arti connesse alla guerra che entrambi i ragazzi trovarono la loro vera passione l’eccellenza che li rendeva senza eguali.

La passione di Polluce era il pugilato e molti saranno i suoi incontri divenuti celebri.

La passione di Castore, invece, erano i cavalli. Non esisteva cavallo, per quanto selvaggio che egli non sapesse domare.

La morte di Castore

I due fratelli percorsero tutto il mondo allora conosciuto vivendo strardinarie avventure, fecero addirittura parte dei compagni di Giasone, gli Argonauti, ala ricerca del Vello d’Oro e si distinsero durante la Guerra di Troia.

Fu in una di queste gloriose imprese che Castore trovò la morte.

Lui e Polluce, ebbero una disputa con Idas e Linceo e durante lo scontro Castore rimase ucciso. Disperato per la morte del fratello, Polluce si rivolse a Zeus che gli propose di scegliere se andare a vivere per sempre nell’Olimpo o se dividere la sua immortalità con Castore. Polluce accettò subito la seconda proposta e così per metà del tempo i due fratelli brillano nel cielo come la costellazione dei Gemelli e per l’altra metà dimorano nell’oscurità dell’Ade.

Per questo motivo, i Dioscuri rappresentano anche l’amore fraterno e i legami sinceri e indissolubili.

Il Tre di Quadri

Nelle Sibille Grand Jeu Lenormand, il significato divinatorio delle carte di semi si unisce al significato dell’immagine centrale della carta.
Il seme di Quadri, corrisponde, come si sa, al seme di Denari. Nei Tarocchi, le due parole chiave sono “nobiltà” al diritto e “debolezza” al rovescio.
Quindi, la carta al diritto annuncia nobiltà d’animo e ricchezza materiale, occasione di crescita sia nel lavoro sia moralmente. Al rovescio, al contrario, annuncia perdite a causa della cattiva gestione delle risorse, infantilismo e ingenuità.
Poiché nel Grand Jeu, le carte vanno sempre al diritto il Tre di Quadri assume su di se entrambi i significati ai quali si aggiunge quello di unione forte e vantaggiosa ma non duratura.
Saranno le carte vicine a dire quale tra i significati prevale nella lettura.

Adesso tocca a te

Durante le tue sedute divinatorie con le Sibille Astro-mitologiche è mai uscito il Tre di Quadri? Ti è mai capitato di leggerlo come I Gemelli?

Fammi sapere nei commenti se ti è mai successo e cosa ne pensi.

Nec spe, nec metu

Irene Bimbasperduta.

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