Secondo la Tarologia e le correnti di pensiero moderne, la Divinazione è un semplice specchio della nostra anima, uno strumento per conoscere il presente, ma io non sono d’accordo con questa visione. Tuttavia, non penso nemmeno che essa sia semplicemente la lettura del futuro: questa è una visione post-illuminista, figlia di un processo di ipersemplificazione e di delegittimazione. Come dice la parola stessa, la Divinazione è azione divina. Essa è, dunque, uno strumento attraverso cui entrare in contatto con il Divino, conoscerne i messaggi e gli insegnamenti.Il contatto con il Trascendente e la conoscenza di sé
Perciò, la Divinazione è sia specchio interiore — perché il Divino ci guida, attraverso la sua pratica, verso la conoscenza di noi stessi e dei nostri limiti — sia conoscenza del futuro o, meglio, di un futuro possibile. Il Divino, o come preferisco chiamarlo io, il Trascendente, risponde alle nostre domande sul futuro mostrandoci gli eventi attraverso le pieghe del tempo. Essa ci permette di entrare in contatto con ben più del nostro inconscio e del nostro presente: ci permette di entrare in contatto con verità universali. Il lavoro necessario a leggere le carte o l’I Ching e a comprendere i messaggi ricevuti, inoltre, ci mette costantemente davanti ai nostri limiti, permettendoci così di conoscere noi stessi.
L’etica del consulto: tra accoglienza e confini professionali
Anche il lavoro che facciamo per accogliere il consultante e dargli il miglior responso possibile ci conduce all’autoconoscenza, specialmente attraverso lo studio della psicologia. Durante i consulti ci specchiamo nei consultanti: questo ci porta all’autoconoscenza e, accogliendo loro e le loro debolezze, impariamo ad accogliere anche le nostre.
Per quanto riguarda i consultanti, però, le carte non parlano della loro psicologia; non possono farlo, a meno che a leggere i Tarocchi o le Sibille non sia uno psicologo, uno psichiatra o un’altra figura professionale che abbia fatto un percorso per usare gli strumenti propri di queste professioni.
Per quanto riguarda i consultanti, però, le carte non parlano della loro psicologia; non possono farlo, a meno che a leggere i Tarocchi o le Sibille non sia uno psicologo, uno psichiatra o un’altra figura professionale che abbia fatto un percorso per usare gli strumenti propri di queste professioni.
Messaggi degli Dèi e limiti della clinica
Le Carte, l’I Ching o anche le Rune mostrano i messaggi degli Dèi per chi chiede il consulto. Certo, a volte parleranno anche di risvolti psicologici, come l’elaborazione di un lutto, ma questa non è psicologia: è solo uno dei fattori o degli eventi che chi consulta si trova, o si troverà, ad affrontare. In questo caso, lo psicologo o un altro professionista del settore sa capire se l’elaborazione del lutto stia procedendo bene o se qualcosa si sia inceppato, e come riavviare il processo perché questo non si trasformi in qualcosa di cronico come, per esempio, una depressione. Chiaramente, sia chi pratica la Tarologia, sia chi pratica la Cartomanzia, non possiede questi strumenti, che richiedono anni di studio e di esperienza sul campo.Il navigatore del destino: calcolare le variabili del tempo
La seduta mostrerà al consultante uno dei futuri possibili. Come dico sempre, la divinazione è come il navigatore satellitare: quando lo impostiamo, esso ci dice l’ora esatta in cui arriveremo, ma non ci sta predicendo il futuro; semplicemente calcola le variabili e ci dà una stima. La divinazione fa lo stesso, solo in modo più profondo, più raffinato e più complesso. Mentre il navigatore deve calcolare solo il traffico, i chilometri e gli eventuali blocchi stradali, gli strumenti divinatori ci restituiscono il calcolo di miliardi di variabili, alcune delle quali appaiono nelle stesure cartomantiche come, ad esempio, lo stato d’animo, le persone coinvolte, i desideri del consultante, i fatti del passato recente e così via.
Alcune di queste variabili portano a risultati immutabili, perché non tutto è sotto il nostro diretto controllo, esattamente come, una volta in viaggio, non possiamo avere controllo sul traffico che incontreremo, su come gli altri guideranno o sui guasti dell’auto. Altre cose, invece, possiamo controllarle e cambiare, così, il nostro futuro… ma di questo parleremo il mese prossimo.


0 commenti