Etteilla seconda parte

Buon sabato Tarot Family, eccoci giunti alla seconda parte della biografia di Etteilla, padre della Cartomanzia.

Sabato scorso abbiamo lasciato Etteilla al 1781. Separato dalla moglie, ha lasciato Amsterdam dove ha vissuto alcuni anni commerciando in stampe e torna definitivamente a vivere a Parigi. Lui ancora non lo sa ma il 1781 sarà l’anno della svolta.

Il Libro di Thot

Il 1781 è l’anno in cui esce il fatidico ottavo tomo di Le Monde Primitif. Il contatto con i saggi di De Gebelin e di de Mollet è, per il cartomante Etteilla, folgorante. L’anno dopo iniziano ad uscire due volantini che fanno entrambi riferimento alle previsioni di un inedito Lotto indiano. Nel 1783 si stampa la terza edizione del suo primo libro, col titolo di Etteilla, ou instructions sur l’art de tirer les chartes. Nel periodo tra il 1783 e la morte si concentra la parte più feconda dell’attività letteraria del mago. Tra il 1783 ed il 1785, divisa in diverse uscite e supplementi, esce la sua opera principale: Manière de se récréer avec le jeu de cartes nommées tarots.

Gli oracoli del mago sono ormai famosi e richiamano uomini e donne di tutte le età e le classi sociali; il motivo è forse che mescolano predizioni cartomantiche con considerazioni numerologiche e la conoscenza derivante dai 72 Geni cabalistici positivi (con i loro corrispondenti malvagi, di pari numero).

Etteilla, più ancora che come mago, presenta spesso sé stesso come consigliere spirituale; la sua cartomanzia è ormai oggetto di discussione e critica, mentre il suo personaggio penetra nell’immaginario popolare, comparendo anche in canzoni. Il mago ha perfino da lamentarsi che alcuni personaggi, evidentemente di buon nome, ricorrano ai suoi servigi solo in segreto.

Non solo Cartomante

Etteilla Seconda Parte Alte scienzeTuttavia, l’interesse per l’Etteilla cartomante è da considerarsi, in questa sede, incidentale. Ciò che ci interessa notare è come nel periodo successivo all’uscita della Manière escano una serie di opere che testimoniano il chiaro tentativo di accreditarsi come indiscussa autorità nei vari domini dell’occulto. Etteilla era ormai affermato come indiscussa autorità nell’ambito della cartomanzia, ne era anzi ritenuto l’inventore; per questo ambiva ad affermarsi in quelle haute sciences (dalla fisiognomica, alla metoscopia, dalla chiromanzia all’alchimia, tenendo presente che già più di dieci anni, prima il nostro aveva dato alle stampe un saggio della sua personalissima idea di astrologia) che costituiscono le varie branche dell’occultismo settecentesco.

Nel 1785 esce la Philosophie des hautes sciences: ou la clef donnée aux enfans de l’art, de la science & de la sagesse che, sebbene impostato principalmente sui tarocchi, testimonia l’attenzione per una impostazione teoretica più generale. Ancor più chiaro il medesimo intento emerge, nello stesso anno, nel Fragment sur les hautes sciences suivi d’une note sur les trois sortes de Médecines données aux hommes. Dont une mal-à-propos délaissée.

Del 1786 è invece Les sept nuances de l’oeuvre philosophique-hermétique, suivies d’un traité sur la perfection des métaux mis sous l’avant-titre L.D.D.P. s.l. [Paris], s.d. [1786], l’unico trattato testimonianza dell’attività alchimistica che in quegli anni teneva impegnato monsieur Etteilla, il quale non si faceva pregare, come si vedrà in seguito, né per mostrare i suoi sette vasi, testimonianza dei compiuti progressi manipolatori, né per cederne uno o diversi dietro adeguato compenso.

Le pubblicazioni più popolari

Dell’anno dopo sono invece due altre pubblicazioni, di tono più commerciale e di argomento più popolare (metoscopico e chiromantico): L’Art de connoitre les hommes par l’inspection du front, ou élémens de métoposcopie suivant les anciens e L’Art de lire dans les lignes et caractères qui sont dans les mains: ou élémens de chiromance.

Cartomante, astrologo, cabalista, alchimista, chiromante e metoscopista, Alliette si presenta al lettore suo contemporaneo come mago eclettico e polivalente; esperto delle diverse branche di quelle misteriose hautes sciences; derise ed osteggiate dai nouveaux philosophes, le scienze occulte stavano invece risorgendo con forza maggiore,  negli ambienti colti ed esclusivi delle logge parigine, in cui Swedemborg era più letto degli intellettuali della Enciclopédie.

Il riconoscimento ufficiale

Dobbiamo pensare che in larga parte questo tentativo di accreditamento come mago a tutto tondo dovette sortire i suoi frutti; l’8 marzo 1787, troviamo Alliette tra i conferenzieri del secondo convento – così era definita la riunione generale solenne – dei Filaleti. Si trattava di un esclusivo ordine massonico di indirizzo esoterico-occultistico fondato tra il 1773 ed il 1775 da Savalette de Langes (1745-1797) a partire proprio da quella loggia Les amis réunis cui era appartenuto Court de Gebelin e che vedeva nelle sue fila anche il celebre Mesmer. Etteilla era stato invitato «attendu sa réputation d’instruction dans les sciences secrètes», reputazione che opere come Les sept nuances dovevano aver notevolmente accresciuto.

Etteilla e il suo Libro di Thot

Etteilla Seconda parte PimanderIl libro di Thot, lungi dall’essere una sua pura e semplice invenzione come millantava era, in realtà, una sua rielaborazione dei Tarocchi. La rielaborazione dei Tarocchi effettuata da Etteilla, è chiaramente basata sul saggio di M.le c. de M., il collaboratore di Court de Gebelin; Etteilla evitò qualunque accenno a quello scritto, forse per non incorrere nell’accusa di plagio; fece invece continui riferimenti al Pimander, o “Buon Pastore”, un libro che un’antica tradizione attribuiva a Ermete Trismegisto, nome con il quale nel rinascimento si identificò l’egizio Dio Thot.

Quest’opera fu conosciuta in Europa solo a partire dal 1460, quando il filosofo fiorentino Marsilio Ficino (1433 – 1499), venuto in possesso di una copia greca giunta a Bisanzio, la tradusse in latino. In quell’epoca ebbe inizio un processo di restaurazione della presunta “teologia primitiva” che dai circoli ermetici dell’Italia rinascimentale giunse sino alla Massoneria francese del Settecento; a quel punto però i membri della massoneria avrebbero dovuto sapere che gli scritti non erano opera del mago “tre volte grande”, Ermete Trismegisto, ma furono redatti tra il II secolo a.C. e il I secolo d.C., come aveva dimostrato l’illustre filosofo Isaac Casaubon nel 1614. Ma torniamo ai Tarocchi.

Una medicina universale

Etteilla Seconda Parte Libro di ThotEtteilla lasciò intatta l’impostazione delle figure di corte e delle carte numerali, mentre effettuò numerose modifiche all’iconografia e alla numerazione dei Trionfi. Secondo tali modifiche, le prime otto carte riproducevano le fasi della creazione; le quattro seguenti erano le virtù che conducono alla reintegrazione delle anime in seno alla Divinità; le ultime dieci rappresentano i condizionamenti cui sono sottoposti gli esseri umani; le carte restanti (numerate da 23 a 77) sono “le sentenze scritte per i mortali”. In sintesi, il Libro di Thot concepito da Etteilla conterrebbe una “medicina filosofale” applicabile ai diversi livelli dello spirito umano; questa medicina agirebbe per mezzo dei segni impressi nelle carte opportunamente manipolate nel corso di appositi riti, cioè le sedute cartomantiche.

Fu grazie a queste opere che Etteilla raggiunse una discreta reputazione come “insegnante delle scienze segrete”; nel 1787 fu invitato a tenere una conferenza presso la sede dell’Ordine dei Filaleti, la fratellanza a cui apparteneva anche Court de Gebelin.

I Primi discepoli di Etteilla

La fama del “divino cartomante” si accrebbe ulteriormente a partire dal 1788; in quell’anno fondò anche la Società Letteraria degli Associati Liberi degli Interpreti del Libro di Thot, che lui stesso diresse fino alla morte. Il principale strumento di studio fornito ai membri di questa fratellanza era un mazzo di Tarocchi fatto realizzare appositamente da Etteilla in conformità con le proprie concezioni esoteriche. Purtroppo tutti gli esemplari di questo mazzo sono andati perduti.

Alcuni adepti della Società scrissero varie opere sul Libro di Thot; per esempio, il discepolo prediletto di Etteilla, Jejalel, pseudonimo di Hugand, pubblicò nel 1789 un opuscolo indirizzato ai confratelli e intitolato “Fate meglio, io lo consento, o le istruzioni di Iside”.

Altri discepoli anonimi stamparono, nel 1791, il Dizionario Sinonimico del Libro di Thot, una vasta raccolta di tutti i possibili significati delle 78 carte.

Dopo la morte di Etteilla uno degli adepti, Melchior Montmignon D’Odoucet, si appropriò in modo fraudolento della gestione della Società degli Interpreti; Infatti, Etteilla aveva designato come suo successore Hugand. Non è chiaro il motivo ma quest’ultimo, che a quell’epoca viveva a Tolone, non si oppose. Le attività della Società continuarono ancora per qualche anno sotto la guida di D’Odoucet che fece stampare una nuova versione del Libro di Thot di Etteilla, la prima di una lunga serie.

Il mito di Etteilla

Fino al XIX secolo Etteilla divenne una sorta di mito al quale molti occultisti si ispirarono. Lo stesso Papus dedica un capito del suo Trattato pratico sui Tarocchi Magici Divinatori proprio ai metodi di Etteilla. Così farà il Levi e dopo di lui la Golden Dawn. La decadenza in cui cadranno le Arti esoteriche nella seconda metà del novecento offuscherà la memoria di Etteilla, relegandolo nelle librerie polverose degli studiosi e chiudendolo nei cassetti dei collezionisti.

Nemmeno il rinnovato interesse per l’occultismo è riuscito a rispolverare a sufficienza l’immagine del grande mago. In effetti, nonostante le riproduzioni del suo mazzo non siano mai cessate sono pochissimi i cartomanti in grado di leggere correttamente le sue carte e meno ancora coloro che ne conoscono le stese; credo che ciò sia dovuto alla mancanza di una letteratura di supporto.

Attualmente, l’unico libro in commercio che spieghi la cartomanzia secondo Etteilla è La Suprema Arte della Divinazione con le Carte, del Dr. Moorne, un testo degli anni Settanta, forse addirittura antecedente, è il libro che mi ha iniziata alla cartomanzia e che porterò sempre nel cuore.

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